5/6/2023
Recentemente l'ISTAT ha presentato e reso disponibili i dati sulle cause di morte per l’intero anno 2020, per l’Italia e a livello regionale e provinciale, consentendo anche il confronto con le serie storiche degli anni precedenti la pandemia, con l’obiettivo primario di valutare l’impatto della pandemia da COVID-19 sulla mortalità per cause specifiche. I dati messi a disposizione dall'ISTAT provengono dalle schede individuali per la denuncia delle cause di morte compilate dai medici, sulle quali sono riportate informazioni demografiche, territoriali, sul luogo del decesso e sulle malattie che hanno contribuito alla morte. Tra queste ultime viene individuata la causa iniziale o diretta di morte.

In questa sede l'ARS fornisce i risultati di una elaborazione dei dati ISTAT con un focus specifico sui dati toscani, confrontati con le medie nazionali. Sono mostrati i decessi per territorio di residenza, ovvero non si considera il territorio dove è avvenuto l’evento ma la residenza dei soggetti deceduti.

I decessi totali in Italia nel 2020 sono stati 742.842, oltre 108mila decessi in più rispetto alla media 2015-2019 (+17,2%). I decessi COVID-19 sono stati 78.408, pari al 72% dell’eccesso di mortalità osservato e all’11% dei decessi totali. In Toscana i decessi totali sono stati 47.731, circa 4.000 morti in più (+9,2%) rispetto al quinquennio precedente. I decessi Covid-19 in Toscana nel 2020 sono stati 3.348, l’84% dell’eccesso di mortalità e il 7% dei decessi totali. Il Covid-19 spiega quindi la quasi totalità dei decessi in eccesso rispetto a quelli attesi (basati sulla media dei 5 anni precedenti alla pandemia).

Al primo e secondo posto nella graduatoria delle cause di morte più frequenti si confermano le malattie cardiovascolari (28,1 per 10mila abitanti in Italia e 24,4 in Toscana) e i tumori (23,9 in Italia e 23,8 in Toscana). Il COVID-19 rappresenta la terza causa di morte, sia in Italia che in Toscana, con tassi standardizzati rispettivamente di 10,1 e 6,1 decessi per 10.000 abitanti. Seguono poi le malattie respiratorie, le malattie del sistema nervoso e le malattie endocrine, metaboliche e nutrizionali (soprattutto diabete).

Figura 1. Tassi di mortalità standardizzati per età (x 10.000 ab.). Anno 2020, confronto Toscana-Italia
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Andando ad analizzare alcuni dei principali gruppi di cause di morte (Figura 2), l’andamento dei tassi di mortalità standardizzati per età (x 10.000 ab.) nel periodo 2010-2020 mostra situazioni disomogenee. Le malattie del sistema circolatorio mostrano nel 2020 a livello nazionale una leggera inversione di tendenza rispetto alla costante diminuzione osservata negli anni precedenti. In Toscana, viceversa, oltre ad osservare tassi di mortalità storicamente più bassi della media nazionale, prosegue anche nel 2020 la riduzione della mortalità per cause cardiocircolatorie.

In senso opposto l’andamento dei tassi di mortalità per tumori: in Italia prosegue il trend in diminuzione, mentre in Toscana si assiste ad una battuta di arresto e si osservano valori leggermente più alti rispetto agli anni precedenti (+0,6% nel 2020 vs. 2015-2019). Anche per quanto riguarda la mortalità per malattie respiratorie Italia e Toscana mostrano andamenti di segno opposto: a livello nazionale si osserva un incremento della mortalità (+13% nel 2020 vs. 2015-2019), che invece diminuisce a livello regionale (-6% nel 2020 vs. 2015-2019). Questa forte disomogeneità tra il livello nazionale e il regionale toscano per le malattie respiratorie è in gran parte attribuibile all’eccesso di mortalità osservato nelle regioni del Nord-Ovest (+27%), dove soprattutto durante la prima ondata pandemica potrebbe esserci stata una sottostima dei decessi dovuti al Covid-19, legata principalmente alle difficoltà diagnostiche di quel periodo, attribuiti invece a cause respiratorie. Per le malattie del sistema nervoso e dell’apparato genito-urinario vengono confermati anche nel 2020 i trend di aumento della mortalità registrati negli anni precedenti, sia in Toscana che a livello nazionale. In maniera omogenea tra Italia e Toscana si osserva nel 2020 una diminuzione della mortalità per alcune malattie infettive (-3% in Italia, -1% in Toscana nel 2020 vs. 2015-2019).

Figura 2. Tassi di mortalità standardizzati per età (x 10.000 ab.) per alcuni grandi gruppi di cause. Anni 2010-2020, confronto Toscana-Italia
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Se si entra nel dettaglio di specifiche patologie (Figura 3), per quanto riguarda il gruppo delle malattie cardiovascolari, l’eccesso di mortalità maggiore a livello nazionale si riferisce al gruppo delle altre malattie del sistema circolatorio (+8%), il cui aumento è determinato in larga parte dalla crescita dei decessi per cardiopatie ipertensive. In Toscana si conferma anche nel 2020 la diminuzione della mortalità per malattie ischemiche del cuore e il lieve incremento registrato per il gruppo delle altre malattie circolatoria si inquadra in un contesto di sostanziale stabilità.

Tra le malattie respiratorie, a livello nazionale si osserva un incremento dei decessi per polmonite e influenza, seppur in linea con l’andamento di crescita osservato negli anni precedenti, e un brusco incremento delle morti per le altre malattie respiratorie, sostenuto soprattutto dalle polmoniti interstiziali. In Toscana, al contrario, si osservano andamenti di segno opposto con una diminuzione dei decessi nel 2020, per polmoniti, influenza e polmoniti interstiziali. L’aumento della mortalità dovuto a polmoniti o altre affezioni respiratorie registrato a livello nazionale è, come già commentato in precedenza, largamente localizzato nel Nord-ovest, e attribuibile alla mancata notifica di casi COVID-19.

Figura 3. Tassi di mortalità standardizzati per età (x 10.000 ab.) per alcune cause specifiche. Anni 2010-2020, confronto Toscana-Italia
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Anche per il diabete mellito il 2020 è stato un anno di rottura, con un aumento dei decessi rispetto al trend di diminuzione degli anni precedenti, più consistente a livello nazionale (+18%) rispetto a quello registrato in Toscana (+14%). L’incremento dei decessi per demenza e Alzheimer risulta, invece, in linea con un generale andamento in crescita, sia a livello nazionale che regionale. Inoltre l’aumento della mortalità per demenza e malattia di Alzheimer è strettamente correlato al forte aumento della mortalità registrato nelle strutture residenziali e negli hospice (+29% in Italia nel 2020 rispetto al periodo 2015-2019), a testimonianza di un impatto significativo di Covid-19 in soggetti anziani, già fragili e affetti frequentemente da queste patologie neurodegenerative, come sono le persone assistite in queste strutture.

Seppur contestualizzate in un trend di decrescita della mortalità, mostrano una decisa riduzione anche le morti per incidente stradale, -27% a livello nazione e -33% in Toscana, collegabile alle forti limitazioni alla mobilità e spostamenti imposte dalla pandemia. In aumento, invece, la mortalità per cadute accidentali. In Toscana, diversamente da quanto riportato a livello nazionale, si osserva un lieve incremento della mortalità per suicidi pari a 14 casi (+5%) in più nel 2020 rispetto al quinquennio 2015-2019.

Dall’analisi differenziata per genere ed età (Figura 4) emerge che la mortalità generale nel 2020 è aumentata in tutte le classi d’età al di sopra dei 49 anni, in modo più accentuato negli uomini. L’incremento di mortalità maggiore rispetto al quinquennio 2015-2019 si è registrato negli uomini ultra85enni, +23% in Italia e +14% in Toscana.

Figura 4. Variazioni percentuali dei decessi nel 2020 vs. 2015-2019, per genere e classi d’età. Confronto Italia-Toscana 
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I dati disponibili consentono di fare una valutazione delle variazioni della mortalità causa-specifica per classi di età solo a livello nazionale. In Italia oltre gli 85 anni i decessi per Covid-19 sono stati 33.527, con una frequenza paragonabile a quella delle morti per malattie cerebrovascolari (34.173) o per malattie ischemiche del cuore (34.668). Tra i 50 e gli 84 anni il Covid-19 costituisce la seconda causa di morte dopo i tumori. Al di sotto dei 50 anni si sono avuti ben 785 decessi dovuti al Covid-19, un numero elevato, paragonabile a quello osservato in questo gruppo di età per altre cause di morte molto frequenti quali le malattie dell’apparato digerente e le malattie ischemiche del cuore. In linea con i dati della popolazione generale, si osserva un incremento particolarmente marcato di decessi per diabete mellito negli ultra85nni (+25%, corrispondente a circa 2.500 decessi in più rispetto alla media degli anni precedenti). Caratteristico delle classi di età oltre i 65 anni è anche l’aumento di decessi per il gruppo delle altre malattie del sistema circolatorio, trainato soprattutto dall’aumento delle cardiopatie ipertensive. Oltre i 75 anni, in particolare oltre gli 85, è rilevante (sia in termini percentuali che assoluti) l’aumento di mortalità per demenze e malattia di Alzheimer e per cadute accidentali. Nella popolazione con oltre 65 anni di età si osserva un generale aumento dei decessi per malattie respiratorie. Tale aumento è più forte tra 65 e 74 anni (+23%) mentre risulta più contenuto sia tra 75 e 84 anni (+13%) sia tra gli ultra-ottantacinquenni (+10%). Al di sotto dei 50 anni, a fronte di un calo per tumori (-10%), per suicidio (-11%), ma soprattutto per accidenti di trasporto (-32%), aumenta del 10% la mortalità delle malattie del sistema respiratorio.

Quindi, riassumendo, per la Toscana l’incremento di mortalità causa-specifica registrato nel 2020 più significativo, poiché indicativo di una inversione di tendenza, è principalmente quello riferito al diabete mellito. Da una elaborazione condotta dall'ARS utilizzando le schede di dimissioni ospedaliera, tra i ricoverati che presentavano almeno una diagnosi di diabete tra le cause secondarie di ricovero si registra un forte incremento dei decessi in ospedale quasi esclusivamente a carico di pazienti che presentavano nella diagnosi principale di ricovero la dicitura “Polmonite da altri virus non classificati altrove”, ovvero la dicitura utilizzata nella fase iniziale della pandemia per identificare la presenza di sintomatologia riconducibile all’infezione da SARS-CoV-2. Inoltre, sempre sulla relazione tra COVID-19 e diabete, L'ARS ha condotto anche uno studio retrospettivo osservazionale di coorte, in cui è emersa una associazione positiva tra ricovero per COVID-19 e nuova insorgenza di diabete (per dettagli consulta il nostro approfondimento in proposito). 

A livello nazionale (soprattutto nelle regioni del Nord-ovest), oltre al diabete, merita evidenziare gli incrementi di mortalità per cardiopatie ipertensive, malattie genito-urinarie e polmoniti interstiziali. Per queste malattie, oltre al ruolo della mancata notifica di COVID-19 nella prima ondata pandemica, si può ipotizzare un ruolo del OVID-19 nel determinare l’accelerazione di processi morbosi già in atto o un ruolo delle limitazioni messe in atto per contenere il contagio nel limitare l’accessibilità alle strutture sanitarie.



A cura di:
Daniela Nuvolone, Francesco Profili, Fabio Voller - Agenzia regionale di sanità della Toscana




Per approfondire

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