Vaiolo delle scimmie: cos'è, sintomi nell'uomo, casi, valutazione del rischio

a cura di: F. Gemmi


29/6/2022
Il quadro della situazione in questo approfondimento, in aggiornamento continuo.
Indice

Cos'è il vaiolo delle scimmie
Sintomi nell'uomo
Casi nell'uomo dal 1970 ad oggi
  » I casi nella Regione europea e nel mondo: aggiornamento ECDC 31 maggio, OMS 4 giugno 2022
Definizione di caso e valutazione del rischio
  » Caso confermato
  » Caso probabile
  » Rischio in persone con partner sessuali multipli, compresi MSM (Mex who have sex with men)
  » Rischio per la popolazione generale
  » Rischio per gli operatori sanitari
  » Rischio di spill-over verso specie animali in Europa
  » Indicazioni per segnalazione, trattamento dei contatti e gestione dei casi: la circolare del Ministero della Salute
Vaccini e immunizzazione
› One Health
Aggiornamenti di letteratura


Cos’è il vaiolo delle scimmie
Il vaiolo delle scimmie, monkeypox (MPX), è una patologia infettiva causata da un Orthopoxvirus, un virus simile a quello che causa il vaiolo (da cui si differenzia per minore diffusività e gravità) e il vaiolo bovino.

Mentre il vaiolo umano è stato dichiarato eradicato nel 1980 dall’Organizzazione mondiale della sanità (World Health OrganizationRisoluzione WHA 33.3), il vaiolo delle scimmie è tuttora presente in forma endemica in Paesi dell’Africa centrale e occidentale. Si tratta di una zoonosi che può colpire l’uomo attraverso contatto con animali infetti, in particolare primati e piccoli roditori. L’infezione si trasmette dall’animale all’uomo attraverso la saliva ed altri fluidi corporei o il contatto diretto  (compresa l’ingestione di carni di selvaggina illegale – bushmeat), mentre il contagio interumano sembra essere scarsamente efficiente e richiedere un contatto stretto (consulta la pagina dell'OMS e la pagina dell'Istituto superiore di sanità). 

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Sintomi nell’uomo
Il vaiolo delle scimmie nell’uomo inizia con sintomi aspecifici (febbre, mal di testa, brividi, astenia, ingrandimento di linfonodi e dolori muscolari). L’eruzione cutanea compare entro tre giorni: interessa prima la faccia per diffondersi a altre parti del corpo, mani e piedi compresi. Le lesioni cutanee evolvono in forma di papula, poi vescicola, pustola e infine crosta. Le lesioni cutanee generalmente hanno un’evoluzione omogenea, differentemente da quello che avviene, per esempio, nella varicella. Per la maggior parte delle persone, in vaiolo delle scimmie è una malattia autolimitante, che dura da due a quattro settimane, con guarigione completa (European Centre for Disease Prevention and Control - ECDC. Factsheet for health professionals on monkeypox). 

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 Casi nell’uomo dal 1970 ad oggi
Nel 1970, il primo isolato umano di virus di MPX è stato segnalato in un bambino nella regione equatoriale della Repubblica Democratica del Congo (RDC), dopo l'eradicazione del vaiolo in quel paese. In seguito sono stati segnalati casi sporadici nelle aree della foresta pluviale dell'Africa centrale e occidentale e sono stati identificati grandi focolai principalmente in RDC, dove la malattia è attualmente considerata endemica.

Nel 1996-1997, in RDC sono stati identificati 511 casi umani.

Il vaiolo delle scimmie umano è stato segnalato negli USA nel 2003, probabilmente dovuto a importazione in Texas di roditori vivi provenienti dal Ghana e stabulati vicino a cani della prateria, una volta a destinazione. Tutti i casi umani sono avvenuti in seguito al contatto con i cani della prateria infetti.
Episodio, questo, che dovrebbe far riflettere. Molti lettori si ricorderanno delle stragi degli allevamenti di visoni in Europa nel corso dell’attuale pandemia. Non tutti gli animali sono pet, l’addomesticazione è un processo che richiede secoli; inoltre gli animali selvatici in allevamento sono a rischio elevato di contagio di infezioni, con pericolo reciproco da e verso le specie selvatiche e gli umani.

Dal 2016 sono stati diagnosticati casi da Repubblica Centrafricana, Liberia, Nigeria (132 casi confermati nel 2017), Repubblica del Congo e Sierra Leone.

A settembre 2018, a tre pazienti nel Regno Unito è stata diagnosticata l'MPX; due erano rientrati dalla Nigeria di recente e il terzo caso era un operatore sanitario che aveva curato uno dei due. Quest’ultimo caso ha fornito la prima prova inconfutabile della possibilità di contagio interumano. 

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I casi nella Regione europea e nel mondo: aggiornamento ECDC 31 maggio, OMS 4 giugno 2022
La situazione a livello internazionale risulta al momento aggiornata, per la regione europea dell’OMS da un bollettino di sorveglianza congiunto ECDC-WHO del 22 giugno (Joint ECDC-WHO Regional Office for Europe Monkeypox Surveillance Bulletin), e per il resto del mondo dall’OMS il 17 giugno (Multi-country monkeypox outbreak: situation update). Il nostro Ministero della Salute fornisce la situazione nazionale aggiornata con il bollettino del 28 giugno.

Nella regione europea OMS risultano confermati, nel documento ECDC/OMS, 2.746 casi in 29 paesi:
Regno Unito [793], Spagna [518], Germania [469], Portogallo [304], Francia [247], Paesi Bassi [95], Italia [85], Belgio [75], Svizzera [40], Irlanda [24], Svezia [13], Austria [11], Danimarca [10], Israele [9], Ungheria [7], Polonia [7], Slovenia [7], Repubblica Ceca [6], Finlandia [4], Romania [4], Norvegia [4], Grecia [3], Islanda [3], Lettonia [2], Malta [2], Georgia [1], Gibilterra [1], Lussemburgo [1], Serbia [1].

Al di fuori della regione europea dell’OMS le diagnosi confermate in aree non endemiche sono in totale 266: Canada [159], USA [72], Emirati Arabi [13], Australia [7], Brasile [5], Messico [5], Argentina [3], Marocco [1], Venezuela [1].

In aree endemiche si registrano 64 casi: Nigeria [36], Repubblica Democratica del Congo [10], Repubblica Centrafricana [8], Ghana [5], Camerun [3], Congo [2].


Distribuzione mondiale dei casi confermati. Aggiornamento: Regione Europea OMS (ECDC/WHO, 22 giugno 2022); altre regioni (WHO, 15 giugno 2022)
Number of cases identified through IHR EWRS

Per l’Italia, la situazione aggiornata al 28 giugno riporta 159 casi confermati, 61 dei quali collegati a viaggi all’estero, età media 36 anni (range 20-71), genere maschile in 157 casi, con la seguente distribuzione regionale:
casi Italia 28giugno2022


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Definizione di caso e valutazione del rischio  
Secondo il documento di rapid risk assessment dell’ECDC, esiste un potenziale rischio di trasmissione da uomo ad animale in Europa. È necessaria una collaborazione tra le autorità sanitarie mediche e veterinarie in una prospettiva One Health per gestire gli eventuali animali domestici esposti e prevenire la trasmissione della malattia nella fauna selvatica. L'European Food Safety Autority (EFSA) non è a conoscenza fino ad oggi di alcuna segnalazione di infezioni negli animali nell'UE.

È stata proposta, ai fini operativi, la seguente definizione di caso:

Caso confermato
Persona con un'infezione da MPX confermata in laboratorio

(1) risultato positivo del test PCR specifico per il virus del vaiolo delle scimmie o

(2) risultato positivo del test PCR specifico per orthopoxvirus che è poi confermato dalla determinazione della sequenza nucleotidica del virus rilevato come MPXV

con insorgenza dei sintomi dal 1° marzo 2022;


Caso probabile

(1) Persona con un'eruzione cutanea da causa non spiegata, su qualsiasi parte del corpo

E uno o più altri sintomi di infezione da MPX con esordio dei sintomi dal 1° marzo 2022

E uno dei seguenti:

› test di laboratorio positivo sull'infezione da orthopoxvirus (es. PCR positiva per orthopoxvirus senza sequenziamento, microscopia elettronica, sierologia);

› legame epidemiologico con un caso confermato o probabile di vaiolo delle scimmie nei 21 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi;

› segnala viaggi nei paesi endemici MPX nei 21 giorni prima dell'insorgenza dei sintomi;

› è una persona (di qualsiasi orientamento sessuale) che ha avuto partner sessuali multipli o anonimi nei 21 giorni precedenti l'insorgenza dei sintomi;

› si definisce MSM.

OPPURE

(2) Una persona con un'eruzione maculopapulare o vescicolopustolosa generalizzata o localizzata, da causa non spiegata, con diffusione centrifuga, con lesioni che presentano umbilicazione o croste, linfoadenopatia e uno o più altri sintomi compatibili con MPX.

Rischio in persone con partner sessuali multipli, compresi MSM (Mex who have sex with men)

La trasmissione interumana di MPX avviene attraverso lo stretto contatto con materiale infettivo proveniente da lesioni cutanee di una persona infetta, e anche attraverso droplets, contatto faccia a faccia e attraverso i fomiti. La predominanza, nell'attuale outbreak, di casi diagnosticati tra MSM e le caratteristiche delle lesioni suggeriscono che la trasmissione sia avvenuta durante un rapporto sessuale. La trasmissione attraverso la cute integra è meno probabile ma non può essere esclusa. Sebbene i dati di sequenziamento non siano ancora disponibili, i casi di MPX nella comunità MSM potrebbero essere interconnessi.

Rischio per la popolazione generale

In base alle evidenze disponibili attualmente, la probabilità di diffusione di MPX nella popolazione generale in Europa e nel mondo, al di fuori delle aree endemiche, è considerata molto bassa. Tuttavia il rischio individuale per bambini piccoli, donne in gravidanza, anziani e soggetti immuno-compromessi tra i contatti di casi MPX può essere alto, a causa del maggior impatto della patologia in questi gruppi di popolazione.

Rischio per gli operatori sanitari
La probabilità di trasmissione di MPX tra gli operatori sanitari che indossano indumenti protettivi e DPI (camice monouso, guanti, sovrascarpe, occhiali e protezione respiratoria FFP2) è molto bassa: si stima un basso impatto potenziale della patologia, con un rischio complessivo basso.

Il rischio per il personale sanitario con un contatto ravvicinato non protetto con casi di MPX (ad es. contatto faccia a faccia per un tempo prolungato, contatto con lesioni aperte senza guanti, intubazione o altra procedura medica invasiva) è valutato come moderato, equivalente a quello di un contatto ravvicinato.

Il rischio di esposizione professionale è giudicato basso per personale di laboratorio adeguatamente formato a seguire appropriate procedure di bio-sicurezza. L'esposizione professionale non protetta in laboratorio, in particolare con fuoriuscita o aerosolizzazione e esposizione della mucosa, comporta un'elevata probabilità di infezione e un rischio moderato di malattia. Il rischio per il personale di laboratorio non protetto è valutato elevato.

Sintesi di risk assessment tra le differenti categorie di popolazione (fonte ECDC)
tab1 approf 24.05.2022
Rischio di spill-over verso specie animali in Europa
Si conosce poco circa la capacità di mammiferi europei che vivono a contatto con l’uomo come reservoir per il virus del vaiolo delle scimmie. Tuttavia, è probabile che roditori, e in particolare la famiglia degli Sciuridae (scoiattoli), siano ospiti adatti, e la trasmissione dall'uomo agli animali è teoricamente possibile. Un tale evento potrebbe potenzialmente portare il virus a stabilirsi nella fauna selvatica europea e la malattia a diventare una zoonosi endemica. Negli Stati Uniti, non ci sono prove che il virus sia diventato enzootico nella fauna selvatica, tuttavia, le autorità sanitarie hanno effettuato una sorveglianza sistematica e una campagna aggressiva per gli animali esposti durante l'epidemia del 2003.

La probabilità di questo evento di spillover è molto bassa.

Indicazioni per la segnalazione, il trattamento dei contatti e la gestione dei casi: la circolare del Ministero della Salute
In Italia, il 25 maggio, il Ministero della Salute ha pubblicato una circolare dove riporta un aggiornamento della situazione epidemiologica (coerente con il bollettino dell’ECDC), con le indicazioni per la segnalazione, il trattamento dei contatti e la gestione dei casi.

Nel documento ministeriale sono definite le caratteristiche dei contatti stretti, degli altri tipi di contatto e le misure di sanità pubblica da adottare.
 
tabella MinSal rev
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Vaccini e immunizzazione
Esiste un vaccino specifico per l’MPX, di recente approvato in alcuni paesi, con forniture limitate. Alcuni paesi conservano dosi di vaccino contro il vaiolo umano, che potrebbero essere utilizzati.

La vaccinazione di massa non è attualmente raccomandata per MPX; è invece necessario controllare la diffusione da uomo a uomo del vaiolo delle scimmie attraverso l'individuazione e la diagnosi precoci dei casi, l'isolamento e il tracciamento dei contatti.

La profilassi post-esposizione è raccomandata per i contatti dei casi con un appropriato vaccino contro il vaiolo di seconda o terza generazione o il vaiolo delle scimmie, idealmente entro quattro giorni (e fino a 14 giorni) dalla prima esposizione per prevenire l'insorgenza della malattia.

La profilassi pre-esposizione è invece raccomandata per gli operatori sanitari ad alto rischio di esposizione, per il personale di laboratorio che lavora con orthopoxvirus, il personale di laboratorio clinico che esegue test diagnostici per il vaiolo delle scimmie e i membri del team di risposta che possono essere designati dalle autorità sanitarie pubbliche.

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One Health
Diverse specie di mammiferi selvatici sono state riconosciute suscettibili al virus dell’MPX nelle aree endemiche. Ciò include scoiattoli del genere Funisciurus, scoiattoli arboricoli, ratto gigante del Gambia, ghiri, primati non umani e altri mammiferi.

In particolare, le specie sospettate di poter funzionare da serbatoio per il virus (roditori) non sembrano sviluppare la malattia. Altre specie, come le scimmie, comprese le antropomorfe, mostrano eruzioni cutanee simili a quelle degli esseri umani.

Finora non ci sono segnalazioni di animali domestici colpiti dal virus del vaiolo delle scimmie. Non ci sono nemmeno segnalazioni di trasmissione da uomo ad animale del virus MPX.

Tuttavia, permane un ipotetico rischio di trasmissione da uomo ad animale. Le persone affette da vaiolo delle scimmie dovrebbero garantire un'adeguata gestione di tutti i rifiuti (come le bende) e dei materiali potenzialmente contaminati per prevenire la trasmissione della malattia dagli esseri umani infetti agli animali sensibili in casa (compresi gli animali domestici) o agli animali domestici, in particolare i roditori.

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Aggiornamenti di letteratura
Gli articoli scientifici sul vaiolo delle scimmie inseriti in Pubmed, sono 999 a partire dal 1962, mentre nel 2022 (fino al 28 giugno) ne sono già stati pubblicati 144.

Numero di articoli scientifici sul vaiolo delle scimmie, inseriti in Pubmed, per anno (al 28/6/2022)
Pubmed articoli monkeypox 28.06.2022
Un recentissimo lavoro italiano pubblicato su Eurosurveillance descrive in dettaglio le caratteristiche epidemiologiche e cliniche di un focolaio di 4 casi in cittadini italiani. Le caratteristiche di questi quattro pazienti riflettono quelle descritte in altri paesi europei. Le caratteristiche filogenetiche del virus potrebbero supportare l'ipotesi di una recente introduzione del clade dell'Africa occidentale dell'MPXV nella comunità dei paesi non endemici. Inoltre, le caratteristiche della popolazione coinvolta e le modalità di esposizione suggeriscono che la trasmissione da uomo a uomo attraverso uno stretto contatto fisico nelle reti sessuali gioca un ruolo chiave nell'attuale focolaio. Sono necessari ulteriori studi per valutare la presenza, la persistenza e la contagiosità di MPXV in diversi fluidi corporei.

Per ulteriori gli aggiornamenti di letteratura sul tema consulta il nostro articolo Monkeypox o vaiolo delle scimmie, cosa dicono gli esperti sul portale NBST.

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A cura di:
» Fabrizio Gemmi, coordinatore Osservatorio per la qualità ed equità, Agenzia regionale di sanità della Toscana





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